Non pensavo mi sarei innamorata così tanto di quest'arte, così antica e primitiva, materica e istintiva, forte e delicata... e invece è successo.
Ci sono due grandi e diversi aspetti per lavorare la terra: al tornio, con la forza centrifuga che spinge la terra e le mani che la modellano fluidamente, e a mano.
Quest'ultima tecnica a mio avviso è molto riflessiva, calma e introspettiva; ci vuole pazienza per creare una forma in questo modo, che sia una scultura piuttosto che un vaso.
Ci si impiega molto più tempo, la rifinitura porta via ore, maneggi e modelli la stessa parte più e più volte, fino a quando il risultato non ti soddisfa.
Ci sono momenti nella vita in cui ho bisogno di lavorare così, immersa in uno spazio-tempo tutto mio, dimenticandomi di quello che c'è fuori, senza contare le ore...
Vengo risvegliata solo dal mal di schiena, che mi ricorda gentilmente di cambiare posizione per non restare bloccata.
Era un pomeriggio d'estate quando ho iniziato a lavorare su di lei, a casa... un colombino sopra l'altro, accarezzando la terra, coccolata dalla pace che essa trasmette.
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La possiamo definire una scultura, anche se volendo può fare anche da vaso...
Terra bianca lavorata al colombino, incisa e modellata seguendo le linee del pensiero, decorata con texture naturali e smaltata con ramina e cristallina miele.
Le sono così affezionata, è stato un lungo lunghissimo lavoro ma alla fine ne è valsa la pena.
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| Questa è lei appena finita di modellare, ancora cruda, che riposa sul mio tavolo da lavoro |



